CamGraphIC: luce, talento e grafene per cambiare i data center
Torno sulla saga dell'infrastruttura critica europea. Dopo Lace, Fractile e Bull, c'è un quarto episodio. Parliamo di mero ordine cronologico: si tratta di un gradino parallelo a Fractile, sullo stesso piano della catena del valore.
Nei sistemi AI di nuova generazione il collo di bottiglia non è più la potenza di calcolo, ma la velocità con cui i dati si muovono tra chip, acceleratori e memoria. Fractile risolve il problema di come un chip calcola: architettura compute-in-memory e inferenza AI più efficiente. CamGraphIC risolve il problema di come i chip comunicano tra loro: interconnessioni ottiche al posto di quelle elettriche, grafene al posto del silicio. Due soluzioni, due approcci che lavorano alla medesima problematica.
Il grafene è un singolo strato di atomi di carbonio. Le sue proprietà elettriche e ottiche lo rendono superiore al silicio per trasmettere segnali ad alta velocità: 80% di energia in meno rispetto alla fotonica in silicio tradizionale, banda superiore, latenza inferiore, nessuna complessità termica. I connettori elettrici generano calore e richiedono sistemi di raffreddamento complessi; quelli al grafene no. In un data center dove migliaia di chip devono parlarsi continuamente, le caratteristiche dei due materiali fanno molta differenza.
CamGraphIC nasce dal Graphene Centre dell'Università di Cambridge, fondato dal Professor Andrea Ferrari, uno dei massimi esperti mondiali di nanotecnologia e grafene. Il co-fondatore è Marco Romagnoli. La tecnologia del grafene fotonico viene studiata in accademia da oltre vent'anni: Nobel per la fisica 2010 a Geim e Novoselov di Manchester per gli esperimenti pioneristici sul grafene, decenni di ricerca applicata a Cambridge. CamGraphIC è il momento in cui quella ricerca esce dal laboratorio ed entra in produzione.
La Commissione Europea ha approvato 211 milioni di euro di aiuti statali italiani per industrializzare la tecnologia. Non è una nazionalizzazione come Bull: lo Stato in questo caso finanzia senza diventare proprietario. La factory pilota sorgerà vicino a Milano, sarà operativa nel 2028, creando oltre 150 posti di lavoro specializzati in ingegneria fotonica e manifattura di semiconduttori. Prima del finanziamento pubblico, un round Serie A da 25 milioni a febbraio 2025: CDP Venture Capital, NATO Innovation Fund, Sony Innovation Fund, Bosch Ventures e altri fondi. La ricerca ha il cuore pulsante a Cambridge, la produzione in Italia, i capitali arrivano da investitori internazionali.
Il pattern della saga è sempre lo stesso: accademia europea di eccellenza, tecnologia profonda che matura lentamente, poi il salto verso l'industrializzazione con capitali pubblici e privati.
Talento e ricerca sono presenti ad altissimo livello. La capacità di creare infrastruttura critica è una scommessa aperta. CamGraphIC è un altro segnale che nel vecchio continente si sta facendo sul serio.