Il tuo fornitore AI ha un problema con Trump. Ed è anche un tuo problema.
Il 12 giugno 2026 Anthropic ha ricevuto una direttiva dal Segretario al Commercio Howard Lutnick: nessun cittadino straniero, dentro o fuori gli Stati Uniti (compresi i dipendenti di Anthropic stessa) poteva continuare ad accedere a Fable 5 e Mythos 5, i nuovi modelli lanciati meno di una settimana prima. L'azienda ha scelto di spegnere l'accesso per tutti i clienti nel mondo, perché l'alternativa era impraticabile. Nessuna procedura preliminare, nessun confronto tecnico, nessun preavviso. Un ordine esecutivo ricevuto nel tardo pomeriggio, privo di motivazioni tecniche dettagliate, con efficacia immediata.
La motivazione ufficiale riguarda una vulnerabilità parziale: la possibilità di rimuovere le restrizioni imposte dall'autore del software (c.d. jailbreak) al fine di aggirare i presidi di cybersecurity del modello. Anthropic ha contestato questa conclusione: la vulnerabilità era circoscritta e non universale; lo stesso processo era replicabile su GPT-5.5 di OpenAI, rimasto pienamente operativo senza alcuna restrizione; il livello di sicurezza dimostrato rientrava nell'uso ordinario dei professionisti della cybersecurity difensiva.
Le ragioni del provvedimento vanno ricercate nel recente passato. A febbraio 2026 il Pentagono aveva chiesto ad Anthropic di firmare un contratto che permettesse l'uso di Claude per "qualsiasi scopo lecito", nella lettura di Anthropic, una formulazione abbastanza ampia da includere la sorveglianza di massa e l'impiego in sistemi d'arma autonomi senza supervisione umana. Dario Amodei ha rifiutato, dichiarando che l'azienda non poteva "in buona coscienza" accettare quella clausola. Il Pentagono ha risposto con una designazione formale di Anthropic come rischio per la supply chain nazionale (qualifica usualmente riservata ai fornitori stranieri compromessi) e ha dirottato i contratti su OpenAI, Google e Microsoft. Trump ha commentato sul suo social Truth con la consueta misura: "The Leftwing nut jobs at Anthropic have made a DISASTROUS MISTAKE." Il sottotesto era esplicito: Anthropic non aveva finanziato la campagna elettorale di Trump, a differenza di OpenAI, il cui presidente Greg Brockman ha contribuito per 25 milioni di dollari. La direttiva di giugno non è un episodio isolato, ma il capitolo successivo di uno scontro che ha radici politiche e finanziarie e non tecniche.
La coincidenza con la fase pre-IPO non è accidentale. Anthropic aveva presentato in via riservata la domanda di quotazione a una valutazione di 965 miliardi di dollari poche settimane prima della direttiva. Gli investitori istituzionali che stavano costruendo la loro tesi si trovano ora a prezzare un rischio che nessun prospetto può eliminare: un'azienda che ha un conflitto aperto con l'amministrazione che ha il potere di bloccare l'esportazione dei suoi prodotti.
Per chi opera fuori dagli Stati Uniti, questa vicenda ha un significato operativo preciso: il modello che hai integrato, che hai pagato, che hai incluso nei tuoi processi può essere rimosso con una direttiva firmata il giovedì pomeriggio, senza nessun preavviso. Mentre la sovranità tecnologica europea è ancora un cantiere aperto, il caso Anthropic ha reso tangibile il rischio a cui siamo esposti. La dipendenza dalle tecnologie US non è una questione geopolitica astratta, ma un rischio operativo concreto e misurabile in improvvise interruzioni di servizio, che si protraggono a tempo indeterminato (ad oggi i modelli sono ancora inaccessibili). Costruire un'alternativa europea non è più una scelta strategica di lungo periodo, ma l'unica strada per mantenere una rilevanza tecnologica ed economica.