Le nuvole che arrivano da est

Le nuvole che arrivano da est

A marzo 2026, Tencent Cloud ha annunciato al Mobile World Congress l'apertura di una terza availability zone a Francoforte. È la conferma che nel cloud europeo c'è già un terzo contendente e che il dibattito sulla sovranità digitale continentale, focalizzato prevalentemente sui player US, è costruito attorno a un perimetro troppo stretto.

I dati di Synergy Research Group del 2025 sono quelli che già conosciamo: il mercato cloud europeo vale oltre 60 miliardi di euro, AWS, Microsoft Azure e Google Cloud ne controllano il 70%, i provider europei il 15% — quota che si è sensibilmente ridotta dal 29% del 2017, mentre il mercato cresceva sei volte. Il restante 15% appartiene a una categoria che nei report viene definita genericamente "provider asiatici e USA minori": è lì che Tencent si sta muovendo.

La nuova availability zone di Francoforte, operativa per i clienti dal secondo trimestre 2026, è la terza in Germania. L'infrastruttura è gestita nel rispetto delle normative locali ed europee, con i dati ospitati fisicamente in Germania. Avere tre availability zone — datacenter vicini progettati per isolare i guasti — porta Tencent allo stesso livello infrastrutturale dei grandi player US: la presenza di tre AZ è la soglia minima che i clienti enterprise richiedono per affidare a un provider esterno processi critici. Il portafoglio prodotti include un motore di AI generativa, content delivery network, video e livestreaming. I clienti europei già acquisiti includono CGTrader (marketplace di asset 3D, Lituania), Maxon (software Cinema 4D, Germania), 3D AI Studio (Germania) e iyzico, piattaforma fintech turca attiva su oltre 185.000 merchant.

Il nuovo investimento riflette una strategia di espansione globale più ampia. Nel 2025 Tencent Cloud ha aperto AZ in Arabia Saudita e serve centinaia di migliaia di aziende in 30 settori a livello mondiale. La narrativa ufficiale richiama l'esperienza operativa su Weixin/WeChat — ecosistema con un miliardo di utenti attivi — come modello per gestire AI e servizi digitali su larga scala. Fred Sun, General Manager per l'Europa, ha dichiarato che l'obiettivo è co-sviluppare soluzioni con i clienti locali e non esportare prodotti standard già pronti. È esattamente il copione che AWS, Microsoft e Google hanno recitato entrando in Europa nel decennio scorso: partnership locali, adattamento alle esigenze del mercato, rispetto delle normative. Poi, nel tempo, i clienti enterprise si sono ritrovati dipendenti da infrastrutture che non controllano. Con Tencent il film ricomincia, con una diversa regia.

AWS, Google e Microsoft operano sotto giurisdizione americana, con tutti i problemi che questo comporta per la sovranità europea dei dati (accesso garantito al governo US). Tencent opera sotto giurisdizione cinese, con un quadro normativo che prevede obblighi di cooperazione con le autorità statali cinesi ancora più espliciti. La Legge sull'Intelligence Nazionale del 2017 obbliga qualsiasi organizzazione o cittadino cinese a cooperare con i servizi di intelligence statali, con margini di rifiuto piuttosto limitati e senza obbligo di notifica agli interessati. Inoltre, la Legge sulla Sicurezza dei Dati del 2021 estende questi obblighi ai dati trattati all'estero che abbiano rilevanza per la sicurezza nazionale cinese, una categoria definita in modo sufficientemente ampio da includere potenzialmente dati aziendali di terzi. La residenza fisica del dato a Francoforte risolve il tema della localizzazione geografica, ma non quello della catena di controllo giuridico. Le autorità europee non hanno ancora indirizzato questa domanda in modo strutturato.

Il problema del mancato controllo delle fondamenta tecnologiche del continente si sta allargando in una direzione che il dibattito pubblico non ha ancora incorporato. L'alternativa agli americani è la Cina. Costruire su fondamenta americane è un problema di dipendenza e di sovranità normativa. Costruire su fondamenta cinesi presenta le medesime criticità, con un livello di opacità geopolitica superiore. Scegliere tra il minore dei mali non può essere la risposta strategica dell'Europa.

Eppure, qualcosa si muove. Verda, cloud provider finlandese fondato nel 2020, nel primo trimestre 2026 aveva un revenue run rate di oltre 51 milioni di euro — quindici volte i ricavi di dodici mesi prima, già in territorio cash flow positivo. Infrastruttura in Europa, fuori dal perimetro del Cloud Act americano, alimentata al 100% da rinnovabili, prezzi dichiarati fino al 90% inferiori agli hyperscaler. Non è ancora una risposta sistemica, ma è la dimostrazione che costruire fondamenta europee non è solo un esercizio di stile.