Oggi c'è una domanda forte di risultati concreti: nessuno può permettersi una voce di spesa fuori controllo, ci vuole una strategia con risultati misurabili.
L'ossessione per l'efficienza ci può far perdere la parte migliore della festa
Gli investimenti in tecnologie AI sono oggi miliardari, ma la fase di euforia è terminata. Non assistiamo più ad azioni mosse dalla voglia di prendere una posizione o dalla smania di esserci.
Oggi c'è una domanda forte di risultati concreti: nessuno può permettersi una voce di spesa fuori controllo, ci vuole una strategia con risultati misurabili. La misurabilità non è una best practice, ma un requisito esistenziale di qualsiasi investimento AI.
Tuttavia, sappiamo che la capacità di misurare gli impatti e il ritorno di questi investimenti è appannaggio di un numero molto contenuto di attori. E quando si misura, lo si fa quasi sempre nella stessa direzione: l'efficienza.
E se provassimo a guardare questo mondo in un modo diverso?
L’AI può avere un impatto determinante anche in ottica espansiva. La narrativa dominante, concentrata esclusivamente su ottimizzazione dei costi e automazione dei processi, offre uno sguardo miope alle potenzialità di questa tecnologia.
Un altro approccio è quello che guarda alla possibilità di indirizzare le risorse liberate dall’automazione alla crescita del business.
In un report dello scorso settembre (“The Widening AI Value Gap”), BCG stima che il 70% del valore creato dall’AI risieda proprio negli interventi effettuati sul core business (Sales&Marketing, Innovazione, Produzione, ecc.). Non è un tema di budget, ma un tema di approccio e di ambizione.
Possiamo controllare in maniera manicale la disposizione dei tavoli e l’attività dei camerieri, ma rischiamo di perderci tutto il divertimento.