“AI free” non certifica la qualità del lavoro svolto. Certifica il processo che ha portato all’output.
Oggi mi è capitato di leggere dei primi tentativi di certificazione "𝐀𝐈 𝐅𝐫𝐞𝐞" e “𝐇𝐮𝐦𝐚𝐧 𝐌𝐚𝐝𝐞” per i lavori creativi.
La trovo una risposta comprensibile a una sovraesposizione reale. È una mossa di marketing capace di intercettare i tradizionalisti e chi si sente tagliato fuori dall’onda che arriva troppo velocemente.
Ma non ci trovo un senso logico.
È come pensare che uno scrittore che usa il correttore di word, sia un po' meno scrittore di chi scrive ancora su una macchina da scrivere.
“AI free” non certifica la qualità del lavoro svolto. Certifica il processo che ha portato all’output.
Rifiutare uno strumento nuovo per partito preso non è una garanzia di qualità. È una scelta di metodo legittima, ma non automaticamente superiore.
Secondo me, anche in un contesto creativo, l’AI può stimolare il pensiero, trovare fonti, accelerare la revisione. Usarla bene richiede giudizio, esperienza, visione.
Il problema non è lo strumento, ma cosa ci fai.
Questo post è fatto con l’AI. Ma non è fatto dall’AI.