Physical AI: dove l'Europa parte in pole

Physical AI: dove l’Europa parte in pole position

Nello stabilimento Yara di Herøya una pala gommata Volvo carica fertilizzante senza nessuno in cabina, supervisionata da un operatore in sala di controllo. Sul Vikafjellet, uno dei valichi più esposti della Norvegia, un mezzo entra in zona valanghe senza aspettare che un geologo autorizzi l'ingresso delle squadre. Hive, la startup nata in Norvegia che ha sviluppato il «cervello di silicio» dietro queste operazioni, ha appena chiuso un round pre-Series A da 15 milioni di dollari. La notizia del round è rilevante, ma le implicazioni per chi possiede fabbriche e cantieri, a partire da Germania e Italia, valgono un approfondimento.

Il prodotto è un retrofit che si installa in giorni. Hive monta sensori e un modello fondazionale proprietario sui mezzi che il cliente già possiede, di qualsiasi marca; escavatori, pale gommate e muletti entrano in un unico sistema che impara da ogni ora in esercizio dell'intera flotta. Per i compiti semplici la macchina lavora in piena autonomia, per quelli complessi interviene un teleoperatore da remoto che segue mezzi distribuiti su più siti. Anche la fattura segue una logica diversa dal software industriale tradizionale, perché Hive non vende licenze né kit ma il turno o l'ora di lavoro eseguita. Secondo il CEO e cofondatore Christoffer Jørgensvaag, a regime il costo dell'ora-macchina produttiva scende dell'80%, una proiezione aziendale non ancora verificata da clienti terzi.

A guidare il round è stato il fondo londinese SuperSeed, con l'americana Veriten, i norvegesi Skyfall e Nysnø, il veicolo statale per gli investimenti climatici. I clienti hanno nomi e cantieri, da Yara a Veidekke nel tunneling fino a Presis Vegdrift per conto dell'ente stradale norvegese, oltre a una collaborazione con Volvo Maskin, partner norvegese di Volvo Construction Equipment.

La prima implicazione riguarda chi l'Europa manifatturiera la abita davvero. Il retrofit rovescia la gerarchia abituale dell'AI, dove il valore va a chi controlla la piattaforma. Qui la piattaforma è la flotta esistente, e chi la possiede parte in vantaggio. Un Paese può non avere hyperscaler né campioni tecnologici e possedere comunque ciò che serve per catturare il valore della physical AI e cioè il parco macchine installato, la conoscenza di processo, i siti dove la tecnologia impara le condizioni reali. Germania e Italia, prima e seconda manifattura del continente, sono nella posizione dell'acquirente strategico, non di spettatore. Il vantaggio competitivo non richiede di costruire la tecnologia, richiede di metterla al lavoro sui propri asset distintivi prima dei concorrenti.

C'è poi un secondo effetto, che tocca la geografia della produzione. Le delocalizzazioni degli ultimi trent'anni si sono rette in larga parte su un differenziale di costo del lavoro. Se l'ora-macchina scende in modo strutturale, quel differenziale perde peso nella scelta di dove produrre, mentre ne guadagnano la vicinanza al cliente, la stabilità delle forniture e la certezza normativa. Nel contesto attuale di tensioni commerciali e catene di approvvigionamento da mettere in sicurezza, la possibilità di riportare attività produttive vicino ai mercati di sbocco senza perdere competitività di costo trasforma l'autonomia industriale da tema di efficienza a strumento di politica economica.

La concorrenza intanto accelera sul lato opposto dell'Atlantico. Bedrock Robotics, fondata da ex ingegneri Waymo, ha chiuso a febbraio un Series B da 270 milioni di dollari a una valutazione di 1,75 miliardi, diciotto volte il round di Hive per la stessa categoria di prodotto; Teleo e SafeAI applicano il retrofit a cave e miniere da anni, mentre i camion autonomi di Komatsu e Caterpillar girano nelle grandi miniere da oltre un decennio. La partita per l'Europa non è produrre il campione tecnologico a ogni costo, ma assicurarsi che i guadagni di produttività arrivino alle proprie fabbriche in tempo utile.

L'Europa per una volta non parte in ritardo nella rivoluzione AI. Le fabbriche, i cantieri e le flotte su cui la physical AI può addestrarsi sono qui, tra la Baviera, la Brianza e l'Emilia, e costituiscono l'asset che nessuna raccolta di capitali può replicare in fretta. Se il costo dell'ora-macchina scenderà davvero come promesso, il vantaggio andrà a chi avrà aperto per primo i propri siti a questi sistemi, facendone terreno di addestramento e, insieme, occasione per riportare la produzione a casa.