Verda, il cloud europeo cash positive, che cresce 15 volte in un anno

Verda, il cloud europeo cash positive, che cresce 15 volte in un anno

Nel primo trimestre del 2026, Verda aveva un revenue run rate di oltre 51 milioni di euro. Dodici mesi prima fatturava meno di 4 milioni. È una crescita di 15 volte in poco più di un anno, con la società già in territorio cash flow positivo.

Recentemente ha chiuso un round da 100 milioni di euro: equity guidata da Lifeline Ventures con la partecipazione di byFounders, Tesi e Varma, più debt financing da un consorzio di istituzioni finanziarie nordiche. Porta il totale raccolto a oltre 167 milioni da quando è stata fondata nel 2020 a Helsinki.

La storia ha due livelli che vale la pena separare. Il primo riguarda il modello, il secondo, il contesto in cui si muove.

Verda è nata con il nome di DataCrunch, provider di GPU compute per chi aveva bisogno di potenza di calcolo senza passare dagli hyperscaler tradizionali. Il rebranding di novembre 2025 segna uno spostamento da provider di commodity compute a piattaforma AI cloud a spettro completo. Verda vende potenza di calcolo: le GPU che servono per addestrare e far girare modelli AI. Un'azienda che vuole costruire il suo sistema di intelligenza artificiale non deve acquistare server da milioni di euro né affidarsi ad Amazon o Google; affitta la capacità di calcolo di Verda quando ne ha bisogno, la scala quando cresce, la spegne quando non serve. I prezzi dichiarati sono fino al 90% inferiori rispetto ai grandi provider americani.

Un elemento che distingue Verda dai provider di pura infrastruttura è il team di AI Lab integrato, che lavora direttamente con i clienti e reimmette gli insight nel ciclo di sviluppo del prodotto. Un assetto più vicino a quello di una boutique specializzata che a quello di un data center provider.

L'infrastruttura è in Europa, fuori dal perimetro del Cloud Act americano, che consente alle autorità statunitensi di accedere ai dati gestiti da aziende americane indipendentemente dalla posizione fisica dei server, una condizione che per chiunque gestisca dati sensibili in Europa non può essere neutrale.

Verda opera da Finlandia e Islanda, dove l'abbondanza di energia rinnovabile le consente di offrire prezzi competitivi anche rispetto agli hyperscaler su scala globale. I quattro data center attivi sono alimentati al 100% da rinnovabili; il calore residuo viene reimmesso nella rete di teleriscaldamento di Helsinki. Ci sono già un'area acquisita in Finlandia per un nuovo sito e una proposta formale alla Commissione Europea per un AI gigafactory in Lettonia dedicata al training e all'inferenza di modelli su larga scala.

La mossa strategica più rilevante è che Verda non punta esclusivamente sulla localizzazione europea come argomento commerciale. Si sta espandendo nel mercato UK e statunitense, con l'intenzione di competere con AWS, Azure e Google Cloud sul loro territorio, usando l'efficienza di costo e la credenziale di sostenibilità come leve principali. Sono previste cento nuove assunzioni entro fine 2026.

Nel cloud europeo, aziende con questa velocità di crescita non sono comuni; Verda ha già vinto la sfida continentale. Quella globale è appena cominciata e lì si capirà se il vantaggio competitivo va oltre la necessità di dati sovrani.